LIVIANA  SOMMAVILLA

göschenen airolo chiasso retour hingerzifürerzi und när nomau

04.11.2016

Privatanlass, Bern

Volevi afferrarmi

Dove vai

Non vedi

Insieme a te

PROMOTIONAL DEMO | 2016 

Liviana Sommavilla | voc, git

Roland Reisinger | bass

Lukas Rutzen | drums | recording, mix

DEUTSCH

Das Licht der Welt erblickte ich in einer Novembernacht im letzten Jahrhundert. Genauer genommen erblickte ich die Lampen eines Kreissaals in der Schweizer Hauptstadt Bern. Das Licht war grell und um mich herum herrschte Hektik. Aus diesem Grund beschloss ich, ganz leise und unauffällig zu sein. Ich stellte mich schlafend. Doch irgend ein Fremder bemerkte mich trotzdem und verkloppte mich. In diesem Moment hörte die Welt das erste Mal meine Stimme.

 

Ich wurde in eine italienische Familie hineingeboren. Jeden Sommer tuckerten wir mit unserem Fiat Richtung Süden. Nach Hause, sagten meine Eltern, in die Belluneser Dolomiten. Einer meiner Vorfahren musste ein Seemann gewesen sein, denn die Berge hatten es mir überhaupt nicht angetan. Ich sehnte mich nach der Weite des Meeres.

Endlich, fünfzehn Jahre nach meinem ersten Schrei beluden wir wieder Mal unser Auto und fuhren diesmal vom Klein-Venedig der Berge – so wird meine Heimatstadt genannt – Richtung Adria. Leider hatten meine Eltern einen schlechten Zeitpunkt gewählt, um mir das Meer zu zeigen. An der Adria war die Algenpest ausgebrochen.

 

Wenig später entstand mein erstes Lied, in dem ich den Schock über diese Umweltkatastrophe verarbeitete.

ITALIANO

Vidi la luce del mondo per la prima volta in una fredda notte di novembre del secolo scorso. Più esattamente vidi le lampade di una sala parto di Berna, la capitale svizzera. Attorno a me c’era un po’ di tensione e irrequietezza quindi decisi di non dare nell’occhio e feci finta di dormire. Uno sconosciuto però si accorse di me e iniziò a sculacciarmi. In quel momento il mondo udì per la prima volta la mia voce.

 

Nacqui in una famiglia di emigranti italiani, il che vuol dire nascere con la nostalgia di una terra. Ogni anno per le vacanze estive caricavamo la nostra Fiat e ci mettevamo in viaggio verso le Dolomiti Bellunesi. “Andiamo a casa”, dicevano i miei. Uno dei miei antenati deve essere stato un marinaio perché a me le montagne non piacevano per niente. Io avevo il desiderio di vedere la distesa del mare.

 

Quindici anni dopo il mio primo vagito, finalmente ci mettemmo in viaggio. Questa volta partimmo dalla piccola Venezia delle montagne – così viene anche chiamata la città di origine della mia famiglia – in direzione del Mare Adriatico. I miei genitori avevano scelto un pessimo momento per mostrarmi il mare: l’Adriatico era invaso dalle alghe e c’era lo stato di emergenza.

 

Poco dopo nacque la mia prima canzone nella quale assimilai lo choc di quel disastro ecologico.

© 2016 liviana sommavilla