LIVIANA  SOMMAVILLA

22.10.2016

04.11.2016

Privatanlass, Bern

21.04.2017

DEMO SONGS 2016

Volevi afferrarmi

Dove vai

Non vedi

Insieme a te

Lukas Rutzen

Roland Reisinger

Liviana Sommavilla

Volevi afferrarmi

Volevi afferrarmi

non avevi capito

da dove venivo

non l'avevi capito

 

Avevo attraversato

l'oceano, il deserto

la luce falsa e

notti tanto lunghe

 

Volevi arricchirti

colmare il vuoto

non l’avevi capito

non ero in vendita

 

Avevo alle spalle

anni di schiavitù

catene invisibili

perché mi fidavo

 

Volevi le mie labbra

soddisfare il tuo ego

non l’avevi capito

da dove venivo

 

Avevo attraversato

lontane galassie

inimmaginabili

alla tua mente

Dove vai

Arrivare dove quando come, non sai

quanta fretta d’arrivare, arrivare

autostrade senza fine superstrade stazioni

ma dove vai, dove vai, dove vai

 

Quanta strada hai fatto e ancora ne farai

chi lo sa se arriverai mai

hai sognato quel momento mille volte almeno

ma dove, dove vai, dove vai

 

Viaggiatrice dimmi qual’è la tua meta

Come chi ti indica il cammino

 

Arrivare dove quando non importa

arrivare al traguardo che fortuna

e la gente viene e la gente va

chissà dove va

 

Autostrade senza fine, superstrade

c’è chi si ferma chi invece mai

gente in cerca di fortuna e chissà cos’altro

ma dove va, dove va, dove va

 

Viaggiatrice dimmi qual’è la tua meta

Come chi ti indica il cammino

 

Quanta fretta d’arrivare, arrivare

arrivare dove quando non importa

capiremo mai, mai, mai

capiremo mai, mai, mai

capiremo mai, mai, mai?

Non vedi

Ho sentito battere forte il tuo cuore

ma gli attimi d’intesa sono oramai rari

ma gli attimi d’intesa sono oramai rari

non vedi

non abbiamo quasi più niente

più niente in comune

più niente in comune

 

La mattina quando mi sveglio al tuo fianco

uno strano silenzio mi avvolge

uno strano silenzio mi avvolge

non vedi

non abbiamo quasi più niente

più niente da dirci

più niente da dirci

 

Lo sai sono belli i tuoi occhi

ma non riconoscono i mondi, i mondi dentro ai miei

non riconoscono i mondi, i mondi dentro ai miei

non vedi

siamo estranei viviamo soli

soli in mondi diversi

soli in mondi diversi

Insieme a te

Mi immergo tra onde

di paesaggi di neve

che copre la terra

che copre il tuo cuore

 

Un treno mi porta via

troppo lontano da te

davanti a riflettori

io parlerò di me

 

Del mio desiderio di attraversare l'inverno

di sciogliere il ghiaccio, insieme a te, insieme a te

Del mio desiderio di disfare la nebbia

Con una carezza, insieme a te, insieme a te

 

Un treno mi porta via

Troppo lontano da te

Davanti a riflettori

Io parlerò di me

 

Davanti ad estranei

Canterò dell'amore

E di quello che a te

Mai son riuscita a dire

 

Del mio desiderio di attraversare la notte

di entrare nell'alba, insieme a te, insieme a te

Del mio desiderio di scoprire l'amore

Con dolcezza, insieme a te, insieme a te

DEUTSCH

Das Licht der Welt erblickte ich in einer Novembernacht im letzten Jahrhundert. Genauer genommen erblickte ich die Lampen eines Kreissaals in der Schweizer Hauptstadt Bern. Das Licht war grell und um mich herum herrschte Hektik. Aus diesem Grund beschloss ich, ganz leise und unauffällig zu sein. Ich stellte mich schlafend. Doch irgend ein Fremder bemerkte mich trotzdem und verkloppte mich. In diesem Moment hörte die Welt das erste Mal meine Stimme.

 

Ich wurde in eine italienische Familie hineingeboren. Jeden Sommer tuckerten wir mit unserem Fiat Richtung Süden. Nach Hause, sagten meine Eltern, in die Belluneser Dolomiten. Einer meiner Vorfahren musste ein Seemann gewesen sein, denn die Berge hatten es mir überhaupt nicht angetan. Ich sehnte mich nach der Weite des Meeres.

Endlich, fünfzehn Jahre nach meinem ersten Schrei beluden wir wieder Mal unser Auto und fuhren diesmal vom Klein-Venedig der Berge – so wird meine Heimatstadt genannt – Richtung Adria. Leider hatten meine Eltern einen schlechten Zeitpunkt gewählt, um mir das Meer zu zeigen. An der Adria war die Algenpest ausgebrochen.

 

Wenig später entstand mein erstes Lied, in dem ich den Schock über diese Umweltkatastrophe verarbeitete.

ITALIANO

Vidi la luce del mondo per la prima volta in una fredda notte di novembre del secolo scorso. Più esattamente vidi le lampade di una sala parto di Berna, la capitale svizzera. Attorno a me c’era un po’ di tensione e irrequietezza quindi decisi di non dare nell’occhio e feci finta di dormire. Uno sconosciuto però si accorse di me e iniziò a sculacciarmi. In quel momento il mondo udì per la prima volta la mia voce.

 

Nacqui in una famiglia di emigranti italiani, il che vuol dire nascere con la nostalgia di una terra. Ogni anno per le vacanze estive caricavamo la nostra Fiat e ci mettevamo in viaggio verso le Dolomiti Bellunesi. “Andiamo a casa”, dicevano i miei. Uno dei miei antenati deve essere stato un marinaio perché a me le montagne non piacevano per niente. Io avevo il desiderio di vedere la distesa del mare.

 

Quindici anni dopo il mio primo vagito, finalmente ci mettemmo in viaggio. Questa volta partimmo dalla piccola Venezia delle montagne – così viene anche chiamata la città di origine della mia famiglia – in direzione del Mare Adriatico. I miei genitori avevano scelto un pessimo momento per mostrarmi il mare: l’Adriatico era invaso dalle alghe e c’era lo stato di emergenza.

 

Poco dopo nacque la mia prima canzone nella quale assimilai lo choc di quel disastro ecologico.

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Liviana Sommavilla

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